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Poetry · Volume 20, Number 1

Cicala

Mimetizzata in grigio, in pieno sole,

mi aggrappai alla scorza d’una quercia;

e fu tale l’ebbrezza del cantare

ininterrotto e uguale nell’arsura

come il polso gigante del riverbero,

ch’era quel canto il mio piú dolce bere.

Finché alle spalle mi ghermí veloce

una mano senz’ombra di bambino

e, imbottigliata, mi ubbriacò di giri

di fionda tesa, per farmi cantare.

E canto, quasi in sogno senza voce,

ché sono prigioniera come il vino.